Già nell’antichità il Ladakh era indicato sulle carte come “Piccolo Tibet” per la sua affinità paesaggistica, culturale e religiosa con il confinante “Paese delle Nevi”.


Il clima è decisamente severo in questa regione dove l’altimetro è sempre al di sopra dei 3500 metri. Da ottobre a maggio le temperature si abbassano drasticamente e toccano i -30 gradi.

A causa dell’altitudine e delle scarse piogge l’altopiano ladakho è avaro di vegetazione: le oasi di verde si possono trovare quasi esclusivamente ai margini dei torrenti e dell’Indo. In particolar modo nel sud-est ladakho si estende una vasta area desertica chiamata dai locali Jangthang.

L’economia può definirsi agricola-pastorale di sussistenza; in Ladakh non ci sono industrie e le attività commerciali sono legate per lo più al turismo estivo. Il Ladakh negli ultimi anni è diventato meta turistica in special modo per chi ama il trekking e per chi vuole immergersi nel “grande respiro buddista” dei monasteri, in scenari immensi, con ritmi decisamente lontani dalle consuetudini occidentali anche in tour su mezzi di trasporto organizzati da numerose agenzie locali, nazionali e internazionali.

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